Rete di riserve Bondone

Oggetto sociale

La Rete di Riserve Bondone, una delle 10 Reti di riserve del Trentino, nasce con la sottoscrizione di un Accordo di Programma tra enti locali e la Provincia Autonoma di Trento.

Tipo di attività

Protezione delle biodiversità e dei beni paesaggistici

Ulteriori informazioni

La Rete di Riserve Bondone è stata istituita con la firma dell'Accordo di Programma tra tutti gli enti partecipanti e la Provincia Autonoma di Trento.

La Convenzione per l'attivazione della Rete di Riserve Bondone è stata siglata da: il Comune di Trento (Ente Capofila), il Comune di Vallelaghi, il Comune di Garniga Terme, il Comune di Cimone e il Comune di Villa Lagarina. Oltre ai cinque Comuni, partecipano alla Conferenza della Rete: il Consorzio BIM Adige Trento, la Comunità della Valle dei laghi, la Comunità della Vallagarina, l’ASUC di Castellano, l’ASUC di Terlago, l’ASUC di Sopramonte  e l’Agenzia Provinciale per le Foreste Demaniali.

La base normativa su cui si fonda il progetto delle Reti di Riserve in Trentino, e più in generale la gestione della Aree protette è la Legge Provinciale 11/2007, la quale trova applicazione attraverso specifici regolamenti di attuazione. 

La Rete di riserve Bondone occupa l'area attorno al gruppo montuoso Bondone-Stivo, per un totale di oltre 1.100 ettari di aree protette in cui sono presenti otto Zone Speciali di Conservazione (ZSC).

La Rete comprende, tra le ZSC, Riserve Naturali Locali e Provinciali le seguenti località:

  •  Laghi e abisso di Lamar;
  •  Terlago;
  •  Stagni della Vela - Soprasasso;
  •  Dos Trento;
  •  Burrone di Ravina;
  •  Torbiera delle Viote;
  • Tre cime Monte Bondone;
  •  Pra' dell'Albi – Cei;
  •  Prada;
  •  Palù;
  •  Valle Scanderlotti;
  •  Casotte.

Gli obiettivi principali della Rete sono:

  •  realizzare la gestione unitaria e coordinata delle Aree protette presenti nella Rete;
  •  tutelare e migliorare lo stato di conservazione delle Aree protette presenti nella Rete, attuando modalità di conservazione attiva secondo quanto prescritto sia dalla legislazione provinciale e nazionale che dalle Direttive comunitarie in materia;
  •  realizzare le azioni sopra descritte nel rispetto delle tradizioni locali e delle attività socio-economiche in essere.

Biotopo “Pra dell’Albi-Cei”

Il Biotopo "Pra dell'Albi – Cei", Zona Speciale di Conservazione all’interno del Comune di Villa Lagarina, si estende per circa 117 ha ed è situato alla testata del torrente Arione, affluente di destra dell’Adige. L'area protetta è costituita da due ampie conche di forma vagamente ellittica, con asse maggiore orientato NNE-SSO, parallele tra di loro e alla sottostante Vallagarina. La prima e maggiore conca è anche la più occidentale: accoglie due laghi, il Lago di Cei ed uno minore detto Lagabis. La seconda conca è più piccola e più orientale, ed è separata dalla prima da una linea di colline. Ospita una palude/lago di grande interesse naturalistico, nota col nome di "Prà dell'Albi" o "Lago di San Martino".

Il Lago di Cei presenta una grande ricchezza vegetazionale e una variegata struttura ecologica. Tra le specie di interesse troviamo le ninfee (Nymphaea alba), i nannufari (Nymphaea alba), l’Iris sibirica e lembi di canneto. Nella valletta torbosa di Cei crescono altre specie oggetto di tutela come l'Erioforo (Eriophorum angustifolium), la Pinguicola (Pinguicula vulgaris), piccole piante carnivore e il raro Salix repens. La compresenza di vari tipi di ambienti, sia terrestri che acquatici, consente all'area protetta di ospitare oltre ad una ricca vegetazione anche una fauna assai diversificata. Tra le specie faunistiche di interesse per la zona si ricordano il delicato gambero di fiume (Austropotamobius pallipes) e molte specie di anfibi come ad esempio la raganella (Hyla intermedia). Si rimanda alla scheda SIC di riferimento per una lista completa.

Riserva Naturale Locale “Casotte”

All’interno del Comune di Villa Lagarina è presente anche una Riserva Naturale Locale estesa per circa 5,6 ha. L’area è importante in modo particolare per la fauna anfibia dove il regime idrometrico stagionale permette il delinearsi di stagni d’acqua periodici a coronamento di un fragmiteto e di un prato umido.

Partita IVA

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