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Maltempo: cessato allarme. La cronaca di 36 ore tutte d'un fiato
M.V. - 5 novembre 2018

Nella mattinata di martedì 30 ottobre la sindaca Romina Baroni, alla fine di una notte insonne trascorsa a fianco dei vigili del fuoco volontari di Villa Lagarina in allerta permanente, ha annullato le ordinanze emanate nelle ore precedenti conseguenti l'ondata di maltempo. Nel corso della nottata la pioggia incessante era scemata e il livello del fiume Adige aveva iniziato progressivamente a diminuire, facendo tirare un sospiro di sollievo a tutti. Poche ore prima, alle 6:30, al punto di misurazione al ponte, il fiume aveva raggiunto il culmine di piena a 5,74 metri con una portata di quasi 2000 metri cubi al secondo. «Siamo stati certo più fortunati di altri ma allo stesso tempo c'è la consapevolezza di non aver lasciato nulla al caso - confida la sindaca - già domenica 28/10 avevo convocato il Centro operativo comunale di protezione civile e poi, visto l'aggravarsi della situazione, lunedì pomeriggio avevo disposto la chiusura dell'accesso agli interrati e alle 21:00 è scattata l'evacuazione preventiva di sei famiglie residenti vicino al fiume. Come sempre un ringraziamento particolare va ai nostri Vigili del fuoco volontari che hanno costantemente monitorato l'intero territorio comunale, ma anche ai Carabinieri, al cantiere comunale e a tutti coloro che prontamente si sono prodigati per rispondere all'emergenza, tra questi gli Alpini di Villa Lagarina per il supporto agli sfollati»


Quando nel primo pomeriggio di domenica 28 ottobre la Protezione civile del Trentino ha diramato l'avviso di allerta elevata (rossa), è partita dalla sindaca Romina Baroni la convocazione in municipio del Nucleo di valutazione del Centro operativo comunale di protezione civile. Mezz'ora dopo, erano le 14:45, la sindaca, il comandante dei Vigili del fuoco Gianni Gasperotti, il responsabile del Servizio Territorio Andrea Giordani e il responsabile del Cantiere comunale Ennio Pederzini, affiancati per le funzioni di comunicazione dal vicesindaco Marco Vender, hanno formalmente attivato la sala operativa e fatto il punto della situazione.

Alla fine della riunione è stato emesso un comunicato di protezione civile col quale la sindaca invitava tutta la cittadinanza a ridurre il più possibile gli spostamenti e, nel caso risultassero inevitabili, di evitare l'avvicinamento ai corsi d'acqua, a conche e sottopassi nonché alle rampe e ai versanti che possono subire smottamenti. Ne veniva data puntuale informazione tramite il sito internet, il canale Facebook e la newsletter comunali. Nel contempo ai vigili del fuoco volontari veniva richiesto di presidiare il territorio, in particolare la viabilità e i corsi d'acqua.

Come sappiamo da quel momento in poi e in particolare lunedì 29 ottobre la situazione meteorologica è progressivamente peggiorata, con pioggia incessante, rovesci, temporali e infine anche vento forte, in particolare in quota. Fortunatamente il nostro comune è stato risparmiato da quegli eventi estremi che invece si sono verificati in molte altre parti del territorio provinciale e italiano. È quindi sul continuo e costante aumento del livello del fiume Adige che si sono concentrate le attenzioni.

La Sala operativa comunale era comunque già a pieno regime fin dalla prima mattina, grazie anche al contributo del personale del Servizio alla Persona e Affari demografici, Shara Fait e Karin Manzoli, e del capocantiere Stefano Cappelletti. Quando il fiume ha iniziato a crescere costantemente mediamente di 20 centimetri ogni ora, la sindaca ha diramato alle 16:00 una prima ordinanza di protezione civile con la quale venivano chiusi tutti gli interrati pubblici, tra questi il parcheggio presso le scuole in via Stockstadt am Rhein, la palestra delle scuole elementari, la sede dei vigili del fuoco di Villa Lagarina, il magazzino comunale. Contemporaneamente sono stati preallertati di possibile sgombero gli abitanti delle case più vicine all'Adige, via delle Motte e parte bassa di via degli Alpini, e il gruppo Alpini di Villa Lagarina allestiva presso Palazzo Camelli brandine e prima accoglienza. In tutte le case di Villa Lagarina bassa i Vigili del fuoco hanno recapitato l'invito a evitare interrati e zone depresse. Anche in questo caso la comunicazione è stata affidata al sito internet, agli albi comunali, al canale Facebook e alla newsletter comunali.

Che nel tardo pomeriggio le cose da un punto di vista meteorologico siano andate solo peggiorando l'hanno visto tutti. Nella sala operativa comunale si è iniziato a controllare online ogni 15 minuti l'idrometro del fiume Adige presso il ponte di Villa Lagarina, verificandone l'inesorabile e continua ascesa, mentre i Vigili del fuoco monitoravano le sue sponde oltre che il rio Molini. Quando alla rilevazione delle 21:00 l'acqua è arrivata a 4,76 metri, la sindaca ha firmato una nuova ordinanza con cui rendeva esecutiva l'evacuazione immediata di tutte le persone con dimora nelle aree di possibile esondazione dell'Adige, quindi delle 6 famiglie dimoranti in via delle Motte e nella parte finale di via degli Alpini.

Alle 22:00 lo sgombero preventivo ad opera dei vigili del fuoco era positivamente concluso, compresa l'evacuazione di una persona non deambulante tramite l'intervento, via 112, di una autoambulanza. Tutti, soprattutto grazie al preavviso già ricevuto nel pomeriggio, si sono potuti sistemare per la notte, senza eccessivi disagi, presso altre abitazioni o presso familiari. Nessuno è quindi ricorso all'ospitalità predisposta dal Comune tramite gli Alpini presso Palazzo Camelli.

A quel punto non rimaneva che tenere visivamente d'occhio la grande lingua d'acqua limacciosa che scorreva impetuosa sotto il ponte in fondo a via degli Alpini e monitorare passo passo le rilevazione idrometriche. Oltre che dare corso ad alcuni interventi sul territorio per allagamenti di locali interrati, taglio di qualche pianta caduta, verifica e messa in sicurezza di piccoli smottamenti.

Alle 2 della notte il livello del fiume era misurato a 5,60 metri ma la crescita aveva iniziato fortunatamente a rallentare. Tra l'altro la Protezione civile provinciale aveva da qualche ora aperto la galleria Adige-Garda per alleggerire la portata, ormai quasi insostenibile, nel tratto veneto. «A quel punto abbiamo capito, sentito anche il Dipartimento di Protezione civile a Trento, che almeno per Villa Lagarina il pericolo di esondazione era scampato - racconta Romina Baroni - ma essendo stata prevista l'ondata di piena attorno alle quattro della notte, sono rimasta a monitorarne l'andamento con il supporto dei Vigili del fuoco e (non dovuto) del consigliere Jacopo Cont, che ringrazio pubblicamente per l'impegno».

Alla fine, la piena è passata a Villa Lagarina senza fare danni: iniziata alle 4:30 con un livello idrometrico costante attorno ai 6,70 metri, ha raggiunto la punta massima di 6,74 metri e una portata di 1974 metri cubi al secondo intorno alle 6:30. Poi il grande fiume ha iniziato regolarmente a calare, consentendo alla sindaca di emanare nella mattinata di martedì 30 ottobre l'ultima ordinanza con cui ha revocato tutte le ordinanze precedenti.

Se a Villa Lagarina non si sono registrati danni ingenti, non altrettanto purtroppo si può dire per molte altre zone del Trentino e delle altre regioni italiane, dove si sono contate anche vittime umane. Proprio perché c'erano territori che avevano bisogno, concluso il servizio a Villa Lagarina i nostri Vigili del fuoco hanno proseguito il loro lavoro senza soluzione di continuità, rispondendo alla richiesta d'aiuto dei colleghi di Novaledo, in Valsugana.

Racconta uno di loro: «Siamo arrivati sul posto dopo una notte senza dormire. Ti guardi attorno e noti tegole ovunque, molte coperture danneggiate, lampioni piegati, segnaletica stradale distrutta, piante appoggiate alle abitazioni, automobili schiacciate da tronchi e manca la luce elettrica. Ora hai il cuore a mille, la pelle d'oca e molta paura per quello che dovrai affrontare, ma si affaccia al davanzale soprastante un bambino con le lacrime urlando "sono arrivati altri Vigili del fuoco"... Ora devi far vedere cosa sanno fare quei Vigili del fuoco: ok iniziamo, un gruppo gestisce le piante pericolanti, altri i tetti in pericolo, altri la pulizia delle sedi stradali. A fine serata il paese iniziava già a riprendere vita. Molti sono stati i ringraziamenti dei paesani... e la grande fatica è sparita nelle facce colme di gratitudine dei nostri fratelli vvf di Novaledo...».

«Certamente l'esperienza maturata con l'esercitazione di evacuazione di Piazzo di fine maggio 2017 e poi la successiva emergenza vera legata alla tromba d'aria che aveva colpito con una violenza inaudita Castellano, Nasupel, l'intera conca di Cei e la località Bellaria il 6 agosto 2017 scoperchiando case, sradicando alberi e lasciando le due ultime località senza acqua e luce (tanto che era stato chiesto lo stato di calamità), hanno contribuito ad affinare procedure e tempistiche e ci hanno consentito di arrivare preparati a questo allarme alluvione - conclude la sindaca - è anche vero che poi l'operatività va sempre misurata nel momento in cui l'emergenza diventa reale. Noi restiamo pronti e per quanto possibile preparati, pur sperando di non dover mai entrare davvero in azione per episodi gravi e diffusi».

Ma se l'allarme è cessato ora inizia l'opera di monitoraggio e verifica: in questi giorni il cantiere comunale e i Vigili del fuoco stanno perlustrando l'intero territorio comunale per fare la conta dei danni e per cantierare gli interventi urgenti da farsi.

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