La potenza della natura
L.N. - 20 novembre 2018

È visitabile al piano terra di palazzo Libera fino al prossimo 9 dicembre la mostra “La Potenza della Natura”, di Andrea Bettin che ama firmarsi artisticamente come Bèi Āndé, affiancato al rispettivo ideogramma cinese. La personale è stata presentata da Nicoletta Tamanini, l’allestimento è dello stesso artista in collaborazione con Alberto Fiorenzato. Evento collaterale è stato domenica scorsa il concerto della cantautrice Lubjan, una delle voci più interessanti del panorama cantautorale indipendente al femminile. Nelle parole di Tamanini, la mostra «È davvero un viaggio nell’inconscio, nella fantasia e nella travolgente potenza del colore... sono gli animali e la natura in tutta la loro superba bellezza ma anche terribile potenza, i grandi protagonisti delle opere di Béi Āndé, esseri con cui l’artista padovano riesce da sempre a instaurare una speciale, gioiosa, quasi fanciullesca, empatia». L’inaugurazione è stata introdotta come di consueto dal vicesindaco e assessore alla cultura Marco Vender: «Si rimane colpiti dalla forza che le opere esposte trasmettono, un richiamo e monito al rispetto per una natura troppo spesso violentata dall'avidità e insipienza dell'essere umano»


In un percorso di particolare fascino e suggestione in cui viene proposto al visitatore anche uno scorcio dell’atelier del pittore, la mostra “La Potenza della Natura” propone circa una trentina di lavori dell’artista padovano. Si tratta di opere di grandi dimensioni, perlopiù recenti, affiancate ad alcuni lavori realizzati in occasioni di performances artistico-poetico-musicali a cui Bettin ha presenziato negli anni, ispirati a tematiche di stampo ecologista e antivivisezionista.

È la stessa Nicoletta Tamanini a entrare nel dettaglio col suo saggio critico di presentazione. «Già nel 2004 il grande e compianto critico padovano Giorgio Segato aveva magistralmente definito la costante, affascinante ricerca artistico-creativa di Bettin come “… un viatico e un apprendistato esistenziale”. Interessante definizione che, a distanza di quasi tre lustri e numerose, significative esperienze, anche all’estero, dell’artista, si conferma quanto mai indovinata e ancora valida. Impegnato in un percorso professionale di successo ma di stampo prettamente scientifico, Bettin ama infatti, da sempre, volare al di sopra degli schemi e delle convenzioni e, un indubbio talento coniugato a una profonda, viscerale passione per l’arte, hanno permesso all’ingegnere padovano di esprimere nel tempo e in tutto il suo lungo percorso creativo, il tormento e disagio per l’umana esistenza, oggi ancor più prigioniera di vincoli e orpelli.

Uomo schivo e riservato al limite della timidezza, Andrea Bettin ama, nel tempo libero, immergersi nel silenzio dei boschi impegnandosi in solitari trekking sulle montagne venete e trentine cercando, disperatamente, in tal modo, il contatto, ormai perduto con la Natura. Madre accogliente o severa matrigna, la Natura infatti richiede all’uomo di essere solo sé stesso ponendolo, umile e sincero, davanti ai propri limiti, alle proprie inconfessabili angosce e ai mille interrogativi di ogni giorno. Ed è proprio la Natura in tutta la sua superba bellezza, ma anche terribile potenza, la grande protagonista delle opere di Béi Āndé; la Natura e gli animali, esseri con cui l’artista padovano riesce da sempre a instaurare una speciale, gioiosa, quasi fanciullesca, empatia.

Senza alcun disegno preparatorio, con un atto pittorico di assoluta libertà e istintività, grazie a uno stile maturato nel tempo che gli permette l’utilizzo dei più vari supporti, dalla tela alla tavola, dal cartone al sottile foglio di carta, Bettin realizza i suoi lavori comunicando e condividendo con l’osservatore tutti i propri interiori disagi.

Dal colore a olio, raramente acrilico, denso, grumoso, materico, steso con un grosso pennello e successivamente graffiato, quasi tormentato, da Bettin, che spesso inserisce nell’opera anche inserti di iuta o materiali vari, scaturiscono grandi visioni di intricati boschi, di alberi contorti, di onirici paesaggi popolati da piccoli uccelli o misteriosi esseri mitologici in cui la presenza dell’uomo è davvero minimale, quasi irrilevante. Affascinato da sempre dalla lezione dei grandi maestri del ‘900, ma attratto soprattutto dal percorso artistico – creativo degli indiscussi protagonisti dell’espressionismo astratto a cui egli si sente intellettualmente, umanamente e spiritualmente vicino, Andrea Bettin si propone così come uno dei più sensibili, attenti interpreti dell’arte contemporanea di respiro internazionale».

 

Bèi Āndé (Andrea Bettin)

Da sempre interessato all’arte e alla musica, Andrea Bettin, che ama firmare le sue opere col suo nome cinese, dopo la laurea in ingegneria elettronica e in contemporanea con una professione che lo porta a viaggiare in tutto il mondo, perfeziona le sue conoscenze e la sua attitudine al disegno iscrivendosi al Liceo Artistico di Padova. Appassionato frequentatore di incontri culturali, musei ed esposizioni egli, da sempre, confronta il proprio impulso creativo con i grandi protagonisti dell’arte contemporanea traendone spunti e suggerimenti. Numerose le partecipazioni ad eventi in cui, grazie alla sua creatività e alla collaborazione con cantanti e musicisti professionisti, musica, pittura e poesia si intrecciano in performances di particolare fascino e suggestione. Apprezzata da pubblico e critica la presenza delle sue opere in molte collettive tenutesi in cittadine del Veneto.

Di successo inoltre le esposizioni personali tenutesi ad Albarella, a Padova (Miroir de la Musique) e Valras – Plage (Sud della Francia) nel 2007 e a New York presso la Broadway Gallery (2005). Da ricordare infine la sua partecipazione a uno Stage artistico a Londra (2004) e alla Fiera d’Arte Armory Show di New York ( 2005). L’artista vive e lavora a Padova ove ha anche il suo atelier.

Per informazioni e-mail andbet71@gmail.com

 

La mostra è aperta con i seguenti orari: mercoledì, giovedì e venerdì 14-18 - sabato, domenica e festivi 10-18.

Clicca sull'immagine per visitare la galleria