Dolomiti Pride: c’è il patrocinio di Villa Lagarina
L.N. - 23 maggio 2018

La sindaca Romina Baroni ha concesso il patrocinio del Comune di Villa Lagarina al Dolomiti Pride “Orgoglio senza confini” che si svolgerà a Trento per dare voce e visibilità alle istanze di libertà, autodeterminazione, inclusione e uguaglianza della comunità LGBTQIA: lesbiche, gay, bisessuali, trans, queer, intersessuali, asessuali. Un lungo percorso di iniziative, volte alla riflessione e sensibilizzazione, promosso da Arcigay Trentino, Rete ELGBTQI Trentino Alto Adige, Centaurus, Associazione Genitori di Omosessuali e Famiglie Arcobaleno, che culminerà il 9 giugno 2018 in una grande parata aperta alla cittadinanza per dare visibilità a tutte le diversità. «Il nostro è un territorio di confine e di minoranze, abituato alla ricchezza dell’incontro e alla contaminazione - spiega la sindaca - tuttavia non si possono nascondere qualche tensione e discriminazione che vanno combattute con la forza della conoscenza, del dialogo, della solidarietà e dell’accoglienza. In questa prospettiva il significato del nostro patrocinio»


Il patrocinio di Villa Lagarina si aggiunge a quelli istituzionali che già sono stati concessi dalla Provincia di Bolzano, dai Comuni di Trento, Bolzano e Merano, dal Forum trentino per la Pace e i Diritti Umani e dalla Commissione provinciale Pari Opportunità tra uomo e donna. Numerose anche le adesioni della società civile, tra cui spiccano quelle di CGIL del Trentino e dell’Alto Adige, UIL del Trentino e dell’Alto Adige, Arci del Trentino, ANPI Trentino e ANPI Alto Adige, ATAS Onlus, Centro Astalli.

Il Dolomiti pride (www.dolomitipride.it), si svolgerà a Trento il 9 giugno prossimo, ma già dallo scorso 7 aprile si susseguono gli eventi collegati: tra ritrovi, spettacoli e momenti di confronto si tratta di una cinquantina di appuntamenti; l’elenco completo è consultabile sul sito web dedicato alla manifestazione: lì è possibile scaricare l’opuscolo in formato pdf, che comprende anche un breve fumetto di spiegazione della filosofia che guida questa iniziativa. Il manifesto politico del “Pride” è pubblicato a questo link.

Come spiega il volumetto di presentazione, il “Pride” è un percorso di riflessione e sensibilizzazione che culmina in una grande parata aperta a tutta la cittadinanza per dare visibilità a tutte le diversità. Il 28 giugno 1969 la transessuale Sylvia Rivera contestò per prima l'ennesima vessazione delle forze dell'ordine contro la comunità LGBT newyorkese, dando vita ai moti di Stonewall. Oggi come allora, il Pride è un'opportunità per ribadire valori di inclusione, autodeterminazione, uguaglianza e lotta all'omo-bi-transfobia, anche per chi non può ancora esprimere al meglio se stesso/a in questa società.

Le persone LGBT sono i/le nostri/e colleghi/e, vicini/e, amici/che, familiari, figli/e, costretti/e a negare la propria identità per assecondare aspettative che non tengono conto delle loro esistenze e dei loro desideri. Lottare contro l’omo-bi-transfobia significa combattere i propri piccoli, grandi pregiudizi e regalarsi l’occasione di incontro con l’altro/a. Scendere in piazza è necessario perché la visibilità è un potente strumento di libertà.

Secondo gli organizzatori: «I nostri territori sono da sempre luogo d’incontro fra le diversità. Negli ultimi anni abbiamo, però, assistito a un inasprimento delle tensioni sociali e delle discriminazioni verso le minoranze. È necessario l’impegno di tutti e tutte per combattere fascismo, razzismo e sessismo, promuovendo solidarietà e accoglienza. Vogliamo che i confini dell’Euregio diventino uno spazio di dialogo e confronto, in cui ognuno/a si senta accolto/a e rispettato/a. È questo l’orgoglio oltre i confini del Dolomiti Pride.

Autodeterminarsi significa avere la possibilità di decidere per se stessi/e e per il proprio corpo. Col Dolomiti Pride riaffermiamo questa libertà, rivendicando l’importanza che i diritti delle donne, delle persone trans, intersessuali e di chi non si riconosce nel binarismo di genere dovrebbero avere nel dibattito politico e sociale di oggi, per poter esprimere tutti e tutte la nostra vera, autentica identità.

Non si può parlare di diritti senza inclusione, processo che sostiene la coesione della comunità e che il Dolomiti Pride assume come proprio obiettivo. Ogni persona è un intreccio di appartenenze che coesistono e che meritano di essere espresse e riconosciute nella vita di tutti i giorni. Attraverso il Pride comprendiamo che tocca a noi confrontarci con tutte le diversità e rendere questo momento non uno scontro, ma un incontro.

Il Pride riconosce la legittimità sociale e politica di ogni nucleo familiare e relazionale, superando definizioni banali ed escludenti. Promuovere affettività e sessualità libere e responsabili significa permettere a ogni individuo di potersi realizzare in un contesto sociale inclusivo e non giudicante».