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Ai ragazzi colombiani gli introiti del concerto-tributo per Canevali
L.N. - 16 settembre 2019

Gli introiti del concerto che lo scorso giugno ha ricordato il musicista Carlo Canevali, finanzieranno progetti per i ragazzi di Medellin e Cali, in Colombia. Il “Lagarina Jazz Festival”, anche quest’anno, ha fatto tappa a Villa Lagarina: venerdì 28 e domenica 30 giugno. Grande l’emozione per il secondo appuntamento quando, nel parco di Palazzo Libera, si è tenuto un concerto con oltre 30 artisti per ricordare Carlo Alberto Canevali: musicista, insegnante, fondatore e direttore della Villa Lagarina BigBand, prematuramente scomparso a marzo


Il direttore della Scuola musicale Jan Novàk, Marco Bruschetti, spiega: «La nostra scuola fa da punto di connessione tra il “Festival TrentinoInJazz” e gli appuntamenti di Villa Lagarina, Isera e Mori in stretta collaborazione coi Comuni. Carlo era molto stimato: competente e poliedrico, era esperto della Gordon learning theory, metodologia di insegnamento particolarmente adatta alla prima infanzia». Oltre che con la Novàk, ha collaborato col Centro MusicaTeatroDanza di Rovereto e tanti docenti della Scuola Musicale Opera Prima hanno suonato con lui. Direttore artistico della rassegna è Giuseppe Segala, che ha aperto ogni concerto con “Lumi sul Jazz”. È lui a raccontare quella serata. «Era una scommessa: 10 giorni prima del concerto abbiamo saputo che 14 musicisti dei 18 della BigBand sarebbero stati presenti. Da 7 anni non suonavano assieme. Abbiamo trovato sostituti per gli strumenti mancanti e si è provato solo il giorno stesso del concerto. Ho percepito che la scommessa era vinta quando, dopo una mezz’ora di prove, si è sentito questo “miracolo” e l’esecuzione ha raggiunto subito un’eccellente qualità».

Oltre alla Big Band, sono intervenuti tanti musicisti che ben conoscevano Canevali. Spiega ancora Segala: «Cinque artisti hanno riunito altrettanti gruppi: si tratta di Lorenzo Frizzera, Roberto Gorgazzini, Stefano Colpi, Michael Loesch e Giuliano Cramerotti. Si è esibito il duo con Roberta Rigotto e Giordano Grossi, c’era anche la Tiger band in cui aveva suonato Carlo Alberto. Ancora, il gruppo Connected di Stefano Giordani, con Matteo Giordani che di Canevali è stato allievo. Va ringraziato il tecnico del suono Niccolò Conti: c’erano 20 minuti per la Big Band, e 10 minuti per ogni gruppo. Ogni volta un cambio di attrezzatura e di strumentazione. Forse c’è stato lo zampino di Carlo Alberto, che ha fatto andare tutto bene». Giusto citare tutti: Helga Plankensteiner, Gisella Ferrarin, Stefano Giordani, Matteo Giordani, Roberto Zecchinelli, Nicola Piras, Lorenzo Sighel, Michele Tamanini, Demetrio Bonvecchio, Fabrizio Carlini, Massimo Costa, Paolo Trettel, Gigi Grata, Peter Cazzanelli, Adriano Corà, Angel Ballester, Silvano Brun, Luca Olzer, Mirko Pedrotti, Luca Penasa, Giorgio Beberi, Filip Milenkovic, Flavio Zanon, Gianlorenzo Imbriaco, Enrico Tommasini, Stefano Menato, Claudio Ischia, Matteo Turella, Massimiliano Facci.

Il ricavato del concerto, 1.090 euro, andrà all’Associazione “Accademia di Strada”, progettata da Carlo Alberto Canevali assieme alla moglie Alexandra Ramirez. Proprio lei racconta: «Abbiamo vissuto un periodo in Australia e abbiamo unito le sue competenze musicali con le mie di assistente sociale. Finanzieremo progetti per i ragazzi di Medellin e Cali, in Colombia. L’associazione si occupa di donne, bambini e migranti. Anche a Melbourne, a Carlo è stato dedicato un concerto con oltre trenta artisti».

Foto Vigilio Forelli