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Adalberto Libera, tracce per una biografia
L.N. - 10 dicembre 2019

Giovedì 28 novembre, al Palazzo della Regione, è stato presentato il volume “Adalberto Libera, tracce per una biografia” di Paolo Melis, edito da Skira. Sono intervenuti Claudio Martinelli dirigente del servizio attività culturali della Provincia e Serena Giordani assessora all’istruzione del Comune di Villa Lagarina. Sono quindi seguiti gli interventi di Giovanni Marzari architetto e curatore del volume, Diego Leoni storico del Laboratorio di storia di Rovereto, Mario Lupano storico dell’architettura presso lo Iuav di Venezia e l’autore, Paolo Melis. La presentazione è stata registrata da Film Work di Luca Dal Bosco. Questo evento entra così a far parte dei documenti che costituiscono l’archivio digitale dedicato a Libera


L’appuntamento completa gli eventi del 50° anniversario dalla morte di Adalberto Libera, avvenuta il 17 marzo 1963 e ricordata nel 2013. Ad agosto 2019, il Comune di Villa Lagarina col sostegno della Provincia, ha presentato in Sala Nobile a Palazzo Libera l’audio registrazione della lezione d’apertura dell’anno accademico che l’architetto tenne nel 1961 all’Università di Firenze. A novembre, infine, la riedizione del libro. L’assessora Giordani spiega: «È rimasto poco di quanto stampato nell’ormai lontano 2003, ma l’interesse per Libera continua a crescere. Ecco dunque l’attualità e la necessità di studiare, approfondire ancora, quanto realizzato e immaginato dal nostro illustre concittadino. Questa riedizione saprà rispondere all’esigenza di conoscenza degli addetti ai lavori e degli appassionati di architettura stimolando, spero, curiosità e ulteriori approfondimenti».

Il testo è la riedizione della biografia realizzata allora da Paolo Melis e, rispetto alla prima versione, ci sono una prefazione di Giovanni Marzari e una postfazione di Franco Purini; sono stati aggiornati la bibliografia e gli apparati, rinnovati la grafica e la copertina.

Abbiamo dialogato con l’autore, Paolo Melis, per avere qualche cenno sull’opera. «Questo libro è stato pubblicato la prima volta nel 2003, in occasione del centenario dalla nascita di Libera. Si era posto quasi subito il tema di una riedizione, essendo andate esaurite le copie. Ora, dopo 16 anni, siamo arrivati a questo risultato e personalmente ne sono molto contento. Come ho avuto modo di precisare nella nota introduttiva alla nuova edizione, questo non è solamente un traguardo personale ma anche un evento importante per la cultura architettonica italiana.

Il sottotitolo del libro “Tracce per una biografia” ne fa capire l’intento: approfondire tutte quelle “tracce”, appunto, che portano a questa identità, questa presenza di Libera nell’architettura e nella storia del Paese: tracce esistenziali e intellettuali, oltre che architettoniche. Libera, come universalmente noto, è una figura molto importante nello scenario del Novecento e non solo a livello italiano. Questo libro restituisce, credo appieno, la storia del personaggio, mettendo a posto tutta una serie di tasselli storici che lo hanno visto protagonista delle vicende italiane; questo sia durante il Fascismo sia dopo.

Credo che tra i pregi del libro ci sia il ricostruire l’itinerario esistenziale di questo professionista che, dalla primissima formazione, all’assunzione di responsabilità nel dibattito culturale italiano ha fatto sì che il personaggio venisse fuori a tutto tondo. Forse era una sorta di predestinato, la sua vita è stata importante fin dalla nascita: nascere in una famiglia importante e benestante gli ha permesso di crescere nella sua dimensione intellettuale, come è stato per altri grossi personaggi della cultura italiana, pensiamo per esempio a Moravia per la letteratura. Così, per lui tutto è stato precoce: gli agi non lo hanno portato a ozi negativi ma, al contrario, lo hanno stimolato. Ovviamente in lui c’era un talento che ha fatto sì che Libera si presentasse, fin dalle prime esperienze, come personaggio completo.

Tutto questo può dunque spiegare il perché dell’opportunità di una riedizione. Voglio ringraziare Giovanni Marzari, senza il quale probabilmente la cosa non sarebbe stata possibile e l’editore che ci permette di raggiungere un pubblico vasto.

Concludo dicendo che la figura di Libera non solo costituisce un dato importante nell’ambito della cultura trentina, ma anche nell’ambito della cultura romana, sua città di adozione dove ha completato la sua formazione ma che ha saputo osservare anche con uno sguardo “lontano”, sapendosi così muovere nella complessa realtà della capitale in modo positivo, dando contributi reali e importanti, senza lasciarsi travolgere dalle polemiche che, ad esempio dopo la guerra, hanno reso pesante la professione a Roma. Il libro evidenzia che Adalberto Libera pone al centro della sua azione l’essere architetto e professionista, l’essere a servizio degli altri sia nel privato che nel pubblico o insegnando all’università. Una figura, dunque, importante a tutto campo ed esemplare».