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Mapping
Mostra
A cura di: Comune di Villa Lagarina
Palazzo Libera
Via Garibaldi, 12 - Villa Lagarina
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Da sabato 25 luglio
a domenica 27 settembre 2020

Personale di Julien Friedler a cura di Dominique Stella e Carlo Silvestrin. Produzione Cd Studio d'Arte - Galleria. Inaugurazione sabato 25 luglio alle 18:30


Di Julien Friedler conosciamo l’opera lussureggiante di cui le pitture, sculture e installazioni sono portavoce di un immaginario strabordante e rappresentano i segni visibili di una verità leggendaria e mitica che l’artista sviluppa attraverso tematiche a lui particolarmente care.

Mapping rappresenta la traccia più recente di questa epopea pittorica e con tale titolo generico il pittore indica una serie di opere che raccoglie circa 200 quadri da lui dipinti dal 2018 fino all’inizio del 2020.

Come indicato dal titolo, si tratta di una cartografia immaginaria, che stabilisce in innumerevoli disegni e pitture i contorni di un territorio mentale che l’artista traccia in una totale libertà di espressione. I colori, le chiazze, i graffiti invadono la superficie della tela in un’armonia che vuol essere lenitiva, come un ritorno all’essenziale, al magma primordiale e misterioso che si esprime in visioni incoscienti. Dalla materia pittorica emanano impressioni sensibili e impalpabili che si stabiliscono in atmosfere vaporose e colorate.

In Mapping l’artista sembra liberato da certe sue ossessioni e incertezze. Le domande esistenziali che egli sviluppò durante i lunghi anni di pratica psicoanalitica e che si percossero nella sua opera plastica e filosofica sembrano qui trovare una tregua, una sorta di sosta in cui lo spirito si placa e si rivitalizza. Una carica emotiva più sensibile, più spontanea risiede in questo nuovo ciclo pittorico che rimane formale dal punto di vista dell’espressione ma che è sotteso del desiderio di abbandonarsi alla pittura, di attingervi la capacità di distaccarsi e di trovarvi l’origine della luce.

In questa pittura vi è qualcosa del gesto automatico, se non lirico, che vuole essere liberatore e portatore di una scrittura inconscia. Essa ci riporta alla storia ormai lontana del movimento espressionista astratto sviluppatosi negli Stati Uniti nell’immediato dopoguerra attraverso i grandi nomi che hanno segnato l’arte degli anni Cinquanta. Da Pollock a Rothko, passando per De Kooning, Franz Kline e tanti altri, la pittura ha trovato allora affermazione nello sconvolgimento degli stereotipi, rigettando il soggetto esterno come fonte d’ispirazione, riconoscendo come unico riferimento l’espressione informale e gestuale che sgorga da un movimento aleatorio, dall’esplosione di colori, dall’intreccio di linee e dal caos della materia.

[...]

Ma al di là di qualsiasi riflessione filosofica, le opere palpitano; forme meditative e magiche concentrate nei limiti incerti di masse colorate e di tracciati informi, esse interrogano sulle relazioni sottili e sensibili che si tessono nell’impalpabilità dell’aria.

Talvolta oscure e inquietanti, spesso radiose, le pitture Mapping conservano un carattere diafano ed etereo, che conferisce alle opere una nota d’immaterialità che accentua la presenza di spiriti leggendari che s’insinuano nell’atmosfera mobile e fluttuante di una natura sublimata. L’aria, il fuoco, i flussi invisibili circolano e tracciano le linee di un racconto pittorico al contempo spontaneo e vibrante in cui l’artista permette la suggestione, la sensazione e il rapporto intuitivo col mondo esplorando le vie sensibili della percezione. La sua pratica pittorica si determina all’interno della problematica della pittura, il colore è una forza attiva e tale forza determina l’opera.

In Mapping Julien Friedler si lascia andare a un esercizio che alimenta le forze di resistenza di una Pittura sempre viva, più viva che mai! In continuo inizio e rinnovamento, la pittura si sottrae in eterno alle predizioni della propria fine.

Dominique Stella

 

Julien Friedler

Julien Friedler (Bruxelles,1950) è una figura singolare nel panorama dell’arte contemporanea. Il passato letterario, la formazione come psicanalista, l’amore per la filosofia e la scrittura di diverse opere erudite, nonché il suo gusto per i viaggi e per l'incontro con realtà diverse e spesso lontane hanno edificato la base di un pensiero labirintico che vede nelle arti visive un’emblematica ipotesi realizzativa. Dipinti, sculture, installazioni sono i portavoce di un immaginario ricolmo, e costituiscono i segni visibili di una verità mitica che l'artista sviluppa attraverso tematiche dal taglio molto personale.

L’artista belga si fa portatore di una visione umanista, delineata tramite le opere ma anche con un'attività di condivisione che porta avanti attraverso Spirit of Boz, associazione nata per instaurare - praticando l'espressione orale, letteraria, pittorica e creativa in generale - scambi e legami, costituendo così una comunità di pensieri e testimonianze su realtà individuali e collettive, provenienti da svariati luoghi del mondo. Tale realtà esprime l’urgenza di riconciliare azione e contemplazione, nell'intento di promuovere un pensiero umanista e catartico. Il suo universo, in evoluzione permanente, comporta sfaccettature contrapposte, le une d'ispirazione collettiva, le altre di meditazione individuale. È a quest’ultimo aspetto che appartengono la produzione pittorica.

L’arte di Friedler mette in moto sensazioni, relazioni, analisi, ed è concepita come azione inclusiva di tutte le espressioni vitali, derivino esse dalla propria esperienza o da quella altrui. La sua azione, di conseguenza, riveste molteplici aspetti e abbraccia vari campi, dalla letteratura alla filosofia, dall'analisi sociologica alle arti plastiche (pittura, scultura). Il suo linguaggio comporta una produzione pittorica generata dalla necessità creatrice, dal desiderio di trasmissione spontanea e viscerale, derivante dal «tentativo di scoprire ciò che costituisce l'essenza passionale delle persone». Friedler procede secondo modalità quasi ipnotiche, senza vincolo di soggetti, di materiali messi in opera, definendo così un ritmo, un modo d’espressione informale. La sua energia in espansione deriva dalla capacità di dissociazione e introspezione che applica a se stesso prima di interessarsi agli altri, scoprendo nell'altro le motivazioni più intime. Un viaggio per esplorare l'animo umano nella sua complessità atavica e universale.

 

ORARIO
venerdì, sabato, domenica, festivi 10:00-18:00

 

RASSEGNA STAMPA
ADN Kronos: video
ADN Kronos: Mapping, la prima mostra divisa tra Palermo e Trentino
Palermo Today: Al Loggiato San Bartolomeo la mostra di Julien Friedler
Palermo Today: L'arte che riparte

 

File allegati:
Le château et les chutes d’azur