Comune di Villa Lagarina   venerdì, 5 dicembre 2008
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Musei

La stanza di Adalberto Libera
http://www.asteria.it/dioces/villalagarina.htm
Via Garibaldi, 10 Villa Lagarina 38060 TN
Tel: 0464-490374

Orario per il pubblico:
10.00 - 12.00 / 14.00 - 18.00

Note:
Nella casa primo Novecento di Adaberto Libera l'invito a rileggere un capitolo importante della vita culturale italiana.
"Sono di Villa Lagarina, Pollini è a 3 km. di distanza", scrive Adalberto Libera in La mia esperienza di architetto ostentando la sua origine, ma anche focalizzando una geografia intellettuale che vedeva schierati in trentino, all'inizio del secolo scorso, alcuni tra gli ingegni innovatori più importanti della storia culturale italiana come appunto Gino Pollini, ma anche Fortunato Depero, Carlo Belli, Fausto Melotti. La bella casa dove Libera nacque nel 1903, una sorta di palazzetto rosa, appena sopra la piazza del paese, circondato da uno straordinario paesaggio, trattiene, ai nostri occhi, nella sua maestosa semplicità tutte le risonanze emotive che ci attraversano quando ci troviamo nei luoghi che hanno visto vivere e agire i grandi artisti.
In quel palazzetto si è allestita La stanza di Adalberto Libera.

L'idea, del sindaco Mariano Giordani e dell'architetto Giovanni Marzari in collaborazione col Mart di Rovereto, è nata dalla donazione della figlia, Paola Libera, di alcuni mobili dello studio della casa romana in cui viveva il padre negli anni '40-'50. Così Marzari spiega il suo progetto: "La collocazione di un tavolo con sedie, di un mobile bar, di alcuni sgabelli e di un tavolino, ripuliti e sistemati, ha determinato un'operazione di contestualizzazione e di ripensamento di una delle più significative esperienze di architettura del '900. L'intento è stato di creare un luogo dove trovasse dimora il ricordo e l'omaggio a un maestro della forma".
Una stanza al piano terra foderata di metallo diviene una sorta di capsula della memoria: gli arredi sono racchiusi da un perimetro dove è esposto il regesto dell'opera, mentre su una parete campeggiano cinque grandi fotografie di Gabriele Basilico.
Sono così illustrati quarant'anni di attività architettonica: la scuole elementari Sanzio a Trento (1931-34), Casa Malaparte a Capri (1938-40), il Palazzo dei Ricevimenti e dei Congressi al 1142 a Roma (EUR 1937-42), il Quartiere Tùscolano (1950-54) per citare solo alcuni capolavori.
Sono le parole di Carlo Belli a restituirci intatte le tensioni e gli ideali che agivano in Libera e i suoi compagni di avventura: "Venivamo calamitati nell'architettura come verso un luogo imprescindibile del nostro cammino, perché li nell'architettura si palesava l'idea di un'unità che cercavamo".

Maria Luisa Frisa
Da "Casa da Abitare" editrice Abitare Segesti


Museo Diocesano
http://www.asteria.it/dioces/villalagarina.htm
Via Garibaldi, 10 Villa Lagarina 38060 TN
Tel: 0464-490374

Orario per il pubblico:
martedì, mercoledì e giovedì 14-18
venerdì, sabato e domenica 10-12.30; 14-18

Fino ai 12 anni ingresso gratuito
Visita guidata su prenotazione telefonica per gruppi di almeno 20 persone.

Note:
In pieno accordo con il Comune e la Parrocchia di Villa Lagarina, il Museo Diocesano Tridentino si è fatto carico della valorizzazione ed esposizione del prezioso patrimonio artistico e liturgico, legato alla pieve di Villa Lagarina dai prelati della famiglia Lodron, realizzando una propria sede succursale negli ambienti del settecentesco Palazzo Libera messi a disposizione del museo dall'amministrazione comunale. L'iniziativa risponde a precise necessità di carattere conservativo intese a garantire la salvaguardia delle opere d'arte appartenenti alla pieve e ad assicurare la permanenza in loco dei beni legati alla storia di Villa Lagarina; l'esposizione risponde inoltre all'esigenza di rendere fruibile un importante patrimonio artistico, da secoli conservato nella sacrestia della chiesa arcipretale di S. Maria Assunta, che diversamente sarebbe rimasto sconosciuto al grande pubblico. Il progetto espositivo riguarda un nucleo di opere d'arte e suppellettili ecclesiastiche di notevole interesse, riferibili alla raffinata committenza dei Lodron: alla nobile famiglia spettava infatti il diritto di patronato sulla chiesa di Villa Lagarina, dal 1561 al 1804 retta appunto da membri di questa casata o da personaggi da essi stessi designati. I qualificati interventi architettonici intrapresi nel pregevole edificio di culto, la ricca dotazione di preziosi arredi sacri, frutto di un mecenatismo accorto e raffinato, valsero a fare della chiesa di S. Maria Assunta il "simbolo" della potenza politica e religiosa dei conti Lodron.

 

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