
Abside romanica della Chiesa di San Martino
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Provenendo da Castellano si
incontra prima delle prime case di Cei il "Capitel di Doèra". Verso destra una stradetta asfaltata si addentra nel bosco,
seguendo l'indicazione "Chiesa romanica S.Martino". Dopo 1500 metri di fitto bosco ceduo con scorci su prati paludosi,
fondi di lago prosciugati, un'altra insegna indica la "chiesetta romanica" che si raggiunge per un sentiero in salita in
venti minuti circa. Quasi d'improvviso si sta di fronte ad un edificio lungo e basso con tetto a spioventi poco inclinati,
abbarbicati con cinque lisene a mo' di contrafforti verso il ripido pendio che guarda la Val d'Adige situata a 1000 metri più
in basso. Il luogo emana l'atmosfera di solenne arcaicità. Qui la tradizione riferisce che nel medioevo si trovava l'unica
pieve, cioè chiesa dove si poteva impartire il battesimo e - così la leggenda - fin quassù venivano portati i bambini
persino dalla lontana val di Cavedine al di là del crinale dello Stivo. Questo fAtto vivrebbe ancora nel nome di "San Martino
in Trasiel" cioè in transito.
Tornati sulla strada asfaltata non si dovrebbe tralasciare una breve visita a l "Prà dell'Albi"
dove sotto due giganteschi faggi si trova una fontana con acqua freschissima . Oggi questa zona è stata destinata a biotopo.
Si tratta di una ricca e fitta palude dove si incontrano varie specie di anfibi come il tritone alpestre, la raganella,
la rana agile, la salamandra pezzata.
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