Suolo di versante scheletrico franco, la cui formazione geologica fa riferimento a
depositi morenici ed il substrato pedologico si riferisce a ghiaie e ciottoli.
Sommariamente questo suolo può essere suddiviso secondo tre profondità:
- 0-40 cm struttura media, scheletro frequente, presenza di calcare attivo;
- 40-100 cm struttura debole, scheletro abbondante e minuto, presenza di calcare attivo;
- > 100 cm struttura assente, scheletro frequente, sostanza organica assente, con concrezioni
di carbonato di calcio, presenza di calcare attivo
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SuoloSuolo di piano franco limoso, la cui formazione geologica fa riferimento ad
alluvioni attuali ed il substrato pedologico si riferisce a sedimenti alluvionali e colluviali.
Sommariamente questo suolo può essere suddiviso secondo tre profondità:
- 0-80 cm struttura evidente, scheletroassente, presenza di calcare attivo.
- 80-120 cm struttura debole, scheletro frequente e minuto, presenza di calcare attivo.
- >120 cm struttura assente, scheletro abbondante medio-minuto, presenza di calcare attivo.
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Analisi del suolo (primi 40 cm):
- Sabbia 58%
- Limo 29 %
- Argilla 13%
- Calcare totale 43.6 %
- Calcare attivo 4.5%
- Sostanza organica 1.0%
- Capacità di Scambio Cationico 11.6 meq/100g
Gestione agronomica:
- La preparazione del suolo ha tenuto conto del fatto che i primi 40 cm di terreno sono i più
utilizzabili dalla vite per cui questo suolo è stato conservato e rimesso a disposizione del vigneto.
La preparazione del piano di impianto si è operata con una vangatura (max 20-30 cm) preceduta da una
abbondante letamazione.
- La concimazione del vigneto sarà sempre frazionata o si farà ricorso a concimi a lenta cessione data la
modesta capacità di scambio cationico (CSC) di questi suoli.
- Data la modesta quantità di acqua disponibile (AWC circa 100 mm) è indispensabile provvedere
all’impianto irriguo strutturato in grado di apportare ridotti volumi di acqua per adacquata ma
con elevata frequenza.
- Il portinnesto dovrà resistere ad una moderata siccità e alla clorosi (ad es. 161-49, Kober 5bb).
- L’inerbimento sarà effettuato con un miscuglio poco competitivo sia dal punto di vista idrico che nutrizionale
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Analisi del suolo (primi 80 cm):
- Sabbia 37%
- Limo 47%
- Argilla 16%
- Calcare totale 40.0%
- Calcare attivo 7%
- Sostanza organica 1.8%
- Capacità di Scambio Cationico 17.0 meq/100g
Gestione agronomica:
- La preparazione del suolo ha considerato che lo strato più interessante per la vite
è rappresentato dai primi 80 cm per cui tale terreno è stato utilizzato come base del
piano di campagna. La preparazione del piano di impianto si è operata con una vangatura (20-30 cm
preceduta da una letamazione meno intensa rispetto al suolo precedente.
- La concimazione del vigneto non pone particolare difficoltà data la buona fertilità
(capacità di scambio cationico CSC) di questi suoli.
- Data la buona capacità di trattenuta dell’acqua (AWC circa 150-200mm) è
indispensabile provvedere all’impianto irriguo strutturato in grado di apportare volumi di
acqua consistenti per adacquata con scarsa frequenza dell’intervento e solo con finalità di soccorso.
- Il portinnesto dovrà resistere ad una moderata siccità
e alla clorosi (ad es. Kober 5bb o 161-49).
- L’inerbimento sarà effettuato con un miscuglio poco competitivo
sia dal punto di vista idrico che nutrizionale.
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La forma di allevamento adottata è il guyot (per le varietà autoctone tipo lagrein e teroldego)
ed il cordone speronato per le rimanenti varietà. Di seguito si riportano schemi relativi a tale sistema.
Anno di impianto 1999
Sesti di impianto 1.8x0.9
Densità ceppi/ettaro 6200
Nella scelta varietale si è tenuto conto dell’obiettivo finale del prodotto. Ottenere un vino a carattere
internazionale con i classici bordolesi (Cabernet e Merlot) dove sia in ogni modo presente una nota di identità
di territorio, di trentinità e per questo si è pensato a varietà "autoctone" (Lagrein, Teroldego, Lambrusco).
All’inizio dei vari filari sono messe a dimora delle rose di differente colore abbinate alle diverse qualità di
viti presenti. Ciò rende, per un visitatore, più agevole la lettura delle differenti qualità di viti.
Schema stilizzato dell’impianto:

Nella seconda decade dell’ottobre 2002 si è potuta effettuare la prima vendemmia.
Le conduzioni meteoriche dell’annata, particolarmente piovosa e con tassi di umidità sempre molto elevati, non sono state delle più favorevoli. Si è dovuti pertanto intervenire con operazioni agronomiche mirate ed in più riprese (particolarmente operazioni a verde, sfogliatura e dirado) per mitigare quanto più possibile l’effetto negativo dell’annata.
Il risultato è stato comunque più che soddisfacente in termini qualitativi. L’uva era sana, buona la gradazione zuccherina che ha permesso di superare il 13° alcolici del vino come pure la maturità fenolica.
La resa con circa 110 q.li di uva si è attestata a circa 1kg per ceppo.
La vendemmia del Cabernet è stata inoltre caratterizzata dalla raccolta notturna, alla luce dei riflettori.
La bassa temperatura al momento della raccolta è la motivazione principale di tale scelta. Una macerazione a freddo del mosto in fase iniziale esalta profumo e complessità del futuro vino. La vendemmia notturna è comunque in modo di rievocare una "festa".
Fin qui solo particolari di tecnica agronomica; ma il vino che già sta riposando in botti di legno, si presenta fin d’ora strutturato e con un frutto persistente. Serviranno due anni ancora per poter assaggiare la prima bottiglia del "Rosso morela" e perché si possa chiudere il cerchio che partendo della progettualità in campagna si concluda nella commercializzazione di un vino pensato come un’alta espressione del nostro territorio.
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