La stanza di Adalberto Libera
http://www.asteria.it/dioces/villalagarina.htm Via Garibaldi, 10 Villa Lagarina 38060 TN
Tel: 0464-490374
Orario per il pubblico 10.00 - 12.00 / 14.00 - 18.00
Nella casa primo Novecento di Adaberto Libera l'invito a rileggere un capitolo importante della vita culturale italiana.
"Sono di Villa Lagarina, Pollini è a 3 km. di distanza", scrive Adalberto Libera in La mia esperienza di architetto ostentando la sua origine, ma anche focalizzando una geografia intellettuale che vedeva schierati in trentino, all'inizio del secolo scorso, alcuni tra gli ingegni innovatori più importanti della storia culturale italiana come appunto Gino Pollini, ma anche Fortunato Depero, Carlo Belli, Fausto Melotti. La bella casa dove Libera nacque nel 1903, una sorta di palazzetto rosa, appena sopra la piazza del paese, circondato da uno straordinario paesaggio, trattiene, ai nostri occhi, nella sua maestosa semplicità tutte le risonanze emotive che ci attraversano quando ci troviamo nei luoghi che hanno visto vivere e agire i grandi artisti.
In quel palazzetto si è allestita La stanza di Adalberto Libera.
L'idea, del sindaco Mariano Giordani e dell'architetto Giovanni Marzari in collaborazione col Mart di Rovereto, è nata dalla donazione della figlia, Paola Libera, di alcuni mobili dello studio della casa romana in cui viveva il padre negli anni '40-'50. Così Marzari spiega il suo progetto: "La collocazione di un tavolo con sedie, di un mobile bar, di alcuni sgabelli e di un tavolino, ripuliti e sistemati, ha determinato un'operazione di contestualizzazione e di ripensamento di una delle più significative esperienze di architettura del '900. L'intento è stato di creare un luogo dove trovasse dimora il ricordo e l'omaggio a un maestro della forma".
Una stanza al piano terra foderata di metallo diviene una sorta di capsula della memoria: gli arredi sono racchiusi da un perimetro dove è esposto il regesto dell'opera, mentre su una parete campeggiano cinque grandi fotografie di Gabriele Basilico.
Sono così illustrati quarant'anni di attività architettonica: la scuole elementari Sanzio a Trento (1931-34), Casa Malaparte a Capri (1938-40), il Palazzo dei Ricevimenti e dei Congressi al 1142 a Roma (EUR 1937-42), il Quartiere Tùscolano (1950-54) per citare solo alcuni capolavori.
Sono le parole di Carlo Belli a restituirci intatte le tensioni e gli ideali che agivano in Libera e i suoi compagni di avventura: "Venivamo calamitati nell'architettura come verso un luogo imprescindibile del nostro cammino, perché li nell'architettura si palesava l'idea di un'unità che cercavamo".
Maria Luisa Frisa
Da "Casa da Abitare" editrice Abitare Segesti |