 |
| |

S. Maria Assunta. |
S. Maria Assunta
La chiesa pievana di S. Maria Assunta è uno dei più notevoli monumenti barocchi
del Trentino. Ricordata ancora alla fine del XII secolo, fu completamente trasformata nei Cinque e Seicento dalla famigliqa Lodron. L'antica costruzione
gotico-romanica a tre navate divenne così una splendida chiesa barocca ad un'unica navata. L'altare maggiore, stupendo, è opera dei celebri fratelli
Benedetti di Castione (1700). Di scuola castionese, anche gli altri altari laterali. Gli affreschi, i dipinti e le decorazioni dell'interno sono
opera del Costantini (1579), di Gaspare Antonio Baroni (1679), di Nicolò Dorigatti, di Antoni Gresta, di Giacomo Pellegrini, del Cavenaghi.
|

Cappella di san Ruperto, particolare |
Sul lato settentrionale della navata si apre la cappella di S. Ruperto, vero gioiello d'arte voluto da Paride Lodron come monumento funebre
per I genitori (1629). Il progetto è del celebre architetto comasco Santino Solari (il costruttore del Duomo di Salisburgo), mentre le pitture
(oli su rame) sono del fiorentino Arsenio Mascagni.
La chiesa di Pedersano, dedicata a S. Lazzaro, è ricordata dal 1537. Venne ampliata nel 1669 e nel 1790. All'interno si conservano
l'altare barocco in marmo e quattro altari laterali settecenteschi.
|

La chiesa di Pedersano |
La chiesa di Pedersano
La chiesa di Pedersano, dedicata a S. Lazzaro, è ricordata dal 1537.
Venne ampliata nel 1669 e nel 1790. All'interno si conservano l'altare barocco in marmo e quattro altari laterali settecenteschi.
|
|
La chiesa di Castellano
La chiesa di Castellano è dedicata a S. Lorenzo martire.
La costruzione attuale risale agli anni 1770-1778 e venne realizzata utilizzando parte dei materiali dell'antica chiesa che
sorgeva al'interno del cimitero, pure dedicata a S. Lorenzo (vedi le bifore quattrocentesche del campanile). Di questa costruzione
rimane oggi la sola abside, con funzioni di cappella cimiteriale. L'interno della nuova costruzione contiene tele e decorazioni
settecentesche e l'antico fonte battesimale in pietra proveniente dalla chiesa di S. Martino.
|

La chiesa di S. Martino |
La chiesa di S. Martino
La chiesa di S. Martino in Transitorio (Trasiel) sorge su un colle dominante la
strada che attraversa Torano, Trasiel e il Prà dell'Albi conduce in Cei. La costruzione antichissima, probabilmente di origine babrbarica,
sorta sui resti di un castelliere preistorico adattato a fortilizio in epoca romana. Nei primi secoli dopo il Mille ospitava una comunità
di frati, mentre nel Sei e Settecento è documentata in loco la presenza di alcuni eremiti. Nel secolo scorso la chiesa, già priva del
battistero portato a Castellano, venne lentamente abbandonata. Passata dal comune di Pedersano a privati, venne riadattata (seconda metà
dell'Ottocento) dalla famiglia Pergher di Rovereto, proprietaria anche del vicino maso del Prà dell'Albi. Oggi è proprietà della famiglia
Baldessarelli originaria di Pedersano.
|

Chiesa di San Sisinio |
Altre chiese
Numerose altre chiese abbelliscono il territorio di Villa Lagarina, alcune
edificate al margine degli abitati, altre isolate in angoli incantevoli della montagna.
Ricordiamo velocemente S. Apollonia a Piazzo, costruita nel 1802, quando fu demolita la vecchia chiesa di S. Zeno (nominata dal 1619) che sorgeva a
monte dell'abitato ed è oggi ricordata da una caratteristica costruzione a forma di torre.
Sempre a Piazzo, in località Strafalt, nei pressi di una graziosa cascata, sorge la chiesa di S. Lorenzo, fatta costruire dalla famiglia dei conti Marzani di Villa Lagarina (1736).
Caratteristica la chiesetta dei Santi Martiri Anauniesi (detta di S. Sisinio), a nord dell'abitato di Pedersano, immersa nel verde dei vigneti che si estendono tra la strada per Cei e quella che porta a Cesoino.
Ricordata negli Atti Visitali seicenteschi (in cui è definita antichissima), è una costruzione semplice con presbiterio a volta decorata (1740) e piccolo altare ligneo. Annessa al cimitero di Villa Lagarina e Nogaredo, in località Cornalè, sorge la chiesa di S. Lucia. Ricordata già nel XIV secolo, nel Settecento divenne sede di un romitorio. Nel 1913 il cimitero venne abbellito con il pregevole corpo delle edicole, opera dell'architetto Mario Sandonà (1877-1957) di Villa Lagarina.
|
|
|
 |