L’odore è la proprietà di una sostanza, o meglio, di una miscela di sostanze, dipendente dalla loro concentrazione, capace di attivare il senso dell’olfatto e tale da innescare la sensazione di odore (Brennan, 1993; Devos et al., 1990; Bretoni et al., 1993).
Gli odori costituiscono uno dei più rilevanti aspetti negativi di impatto ambientale perché immediatamente percettibili. Sebbene in generale non siano stati dimostrati effetti diretti sulla salute, essi sono causa di indubbio e persistente fastidio per la popolazione residente nelle vicinanze della fonte, diventando uno degli elementi prioritari di conflitto.
L’inserimento, l’esistenza e il mantenimento sul territorio comunale di un impianto industriale e/o di trattamento reflui e la sua accettazione da parte della popolazione è, infatti, quasi sempre condizionata, oltre che dagli impatti ambientali legati alle emissioni inquinanti (aria, acqua e rumore) anche, in maniera sempre crescente, dall’impatto olfattivo molesto spesso associato a tali infrastrutturazioni.
L’attenzione verso questo problema si è accentuato soprattutto negli ultimi anni, grazie alla maggiore attenzione rivolta alla tutela dell’ambiente e alla salute umana, ma anche a causa della delicata collocazione degli impianti in zone altamente urbanizzate.
Un ruolo determinante nella valutazione dell’entità del disturbo derivante dai cattivi odori è svolto dall’opinione pubblica, spesso portata ad associare emissioni sgradevoli o maleodoranti a qualunque installazione industriale o sanitaria.
La definizione dei limiti normativi alle emissioni costituisce un problema di non facile risoluzione, stante le difficoltà connesse alla soggettività della percezione olfattiva e alle modalità di determinazione degli odori nell’ambiente.
Il controllo dell’inquinamento olfattivo e la caratterizzazione degli odori sono particolarmente complessi per una serie di ostacoli quali i fattori ambientali, la complessità degli odoranti, la vasta gamma di sostanze potenzialmente odorifere, la variabilità nel tempo nonché l’impossibilità di misurare fisicamente e chimicamente l’odore.
Nonostante questo, e diversamente da quanto accade in Italia, nelle normative di alcuni Paesi europei esistono riferimenti e prescrizioni riguardo al problema degli odori. Uno degli stati europei maggiormente impegnato nella risoluzione di questo tipo di problematiche è senza dubbio la Germania, mentre a livello internazionale si distinguono gli Stati Uniti, il Giappone, l’Australia, il Canada e la Corea del Sud.
Anche in Italia sono stati condotti negli anni degli studi in materia, finalizzati all’acquisizione della base scientifica di supporto all’elaborazione delle norme tecniche in materia di misura degli odori e di valori limiti alle emissioni osmogene.
Tra questi gli studi promossi dall'Agenzia nazionale per la protezione dell'ambiente e per i servizi tecnici in collaborazione con Politecnico di Milano e Università di Brescia; e quelli realizzati dal Dipartimento di ingegneria civile dell'Università di Salerno che hanno analizzato il quadro normativo nazionale ed internazionale, con particolare riferimento a quello dei Paesi dell’Unione Europea, individuando criteri e metodi adottabili ai fini della caratterizzazione dell’odore per effettuare misure delle emissioni da sorgenti specifiche (impianti di trattamento rifiuti, reflui, attività produttive varie).
Una volta riconosciuti i fenomeni che determinano l’insorgenza degli effluvi nei diversi comparti e le modalità operative che consentono di evitare o limitare al minimo il manifestarsi del fenomeno e la diffusione degli odori, è necessario definire un quadro completo ed aggiornato sulle tecniche di abbattimento e sugli obiettivi realisticamente perseguibili.
Proprio per stimolare la Provincia autonoma di Trento ad adottare metodologie oggettive e ufficialmente riconosciute per la caratterizzazione e la misurazione dei livelli di odore e di dotarsi di normative capaci di definire i limiti alle emissioni, il Consiglio comunale di Villa Lagarina ha trasmesso alla Giunta provinciale il dispositivo che segue.
«Vista la mancanza in Italia e in Provincia autonoma di Trento di una normativa specifica in materia di inquinamento da odori nonché la mancanza di metodologie oggettive e ufficialmente riconosciute per la misura dei livelli di odore.
Vista la Norma Tecnica EN 13725/2003 “Qualità dell’aria - Misura della concentrazione di odore mediante olfattometria dinamica”, recentemente approvata in ambito europeo, con lo scopo di uniformare la misurazione della concentrazione di odore.
Ravvisato che la regolamentazione delle emissioni odorigene è un’esigenza avvertita da tutti i Paesi industrializzati e, soprattutto, laddove i contesti urbani sono più delicati (attiguità di aree a destinazione opposta, es. residenziale-industriale).
Visto il persistere delle emissioni odorose moleste sul territorio di Villa Lagarina e considerato che l’Amministrazione comunale - in collaborazione con il Settore laboratorio e controlli dell'Agenzia provinciale per la protezione dell'ambiente, l'Azienda provinciale per i servizi sanitari e l'Ufficio meteo della Protezione civile (per quanto riguarda il solo ambito meteorologico) - ha avviato un monitoraggio degli odori mediante “metodo sensoriale diretto”, ovvero coinvolgendo direttamente la popolazione interessata; metodologia di misura assai affidabile e utilizzata anche in altri Paesi extraeuropei e, se del caso, utilizzando la potenzialità operativa di metodiche innovative quali il Naso elettronico.
Evidenziato che Villa Lagarina potrebbero fungere da laboratorio provinciale sperimentale per il monitoraggio e la caratterizzazione degli odori molesti provenienti dalle attività industriali e artigianali presenti sul territorio, ad esclusione delle attività agricole, e che qualora i risultati ottenuti dall’attuale modalità di monitoraggio confermassero la capacità del metodo adottato per l’individuazione delle possibili sorgenti odorigene, del cosiddetto “valore soglia” di percezione delle molestie olfattive attribuibili all’attività produttiva monitorata, dovranno essere adottati conseguenti interventi volti a neutralizzare la fonte odorigena, valutando la possibilità di applicare metodi di monitoraggio anche a tipologie di attività analoghe.
Il Consiglio comunale di Villa Lagarina impegna il Presidente del Consiglio e la Giunta comunale a portare le seguenti istanze alla Giunta provinciale:
1. regolamentare il problema dell’impatto da odori sia dal punto di vista “qualitativo” sia dal punto di vista “quantitativo” (in termini di immissione, di flusso, di concentrazione, di dispersione e di frequenza di superamento della soglia limite di concentrazione di odore), secondo i criteri e le metodologie ritenute migliori a livello internazionale per il rilascio delle autorizzazioni e per la valutazione delle immissioni olfattive;
2. applicare la normativa sia per gli impianti esistenti sia per le nuove localizzazioni prevedendo, oltre al rispetto dei limiti di soglia eventualmente individuati, l’utilizzo delle migliori tecnologie disponibili per il contenimento e abbattimento delle emissioni odorose;
3. includere il monitoraggio in corso a Villa Lagarina in un sistema (da completare) di metodologie di calcolo e misura della molestia olfattiva degli impianti esistenti, di procedure di stima degli effetti incrementali e cumulativi dovuti all’installazione di nuovi impianti e indicanti i valori limite utilizzati per la valutazione degli impatti odorigeni;
4. partendo dalla campagna di misura effettuata a Villa Lagarina individuare percorsi e metodologie operative che potranno essere territorialmente riprodotti, previo adattamento alla esigenze e realtà ambientali locali;
5. prevedere il coinvolgimento nelle operazioni di studio, ricerca, monitoraggio, valutazione cause/effetti degli effluvi odorosi delle strutture pubbliche competenti in materia di sanità e ambiente.»
Pubblicato da M.V. - 19 febbraio 2012 11:32