La stanza di Adalberto LiberaMostra permanente
Palazzo Libera, Via Garibaldi, 10 - Villa Lagarina

Orario:
mercoledì, giovedì e venerdì: 14.00 - 18.00
sabato e domenica: 10.00 - 18.00

Nella casa primo Novecento di Adaberto Libera l'invito a rileggere un capitolo importante della vita culturale italiana.

"Sono di Villa Lagarina, Pollini è a 3 km. di distanza", scrive Adalberto Libera in "La mia esperienza di architetto" ostentando la sua origine, ma anche focalizzando una geografia intellettuale che vedeva schierati in Trentino, all'inizio del secolo scorso, alcuni tra gli ingegni innovatori più importanti della storia culturale italiana come appunto Gino Pollini, ma anche Fortunato Depero, Carlo Belli, Fausto Melotti.

La bella casa dove Libera nacque nel 1903, una sorta di palazzetto rosa, appena sopra la piazza del paese, circondato da uno straordinario paesaggio, trattiene, ai nostri occhi, nella sua maestosa semplicità tutte le risonanze emotive che ci attraversano quando ci troviamo nei luoghi che hanno visto vivere e agire i grandi artisti. In quel palazzetto si è allestita La stanza di Adalberto Libera.

L'idea, del sindaco Mariano Giordani e dell'architetto Giovanni Marzari in collaborazione col Mart di Rovereto, è nata dalla donazione della figlia, Paola Libera, di alcuni mobili dello studio della casa romana in cui viveva il padre negli anni '40-'50.

Così Marzari spiega il suo progetto: "La collocazione di un tavolo con sedie, di un mobile bar, di alcuni sgabelli e di un tavolino, ripuliti e sistemati, ha determinato un'operazione di contestualizzazione e di ripensamento di una delle più significative esperienze di architettura del '900. L'intento è stato di creare un luogo dove trovasse dimora il ricordo e l'omaggio a un maestro della forma".

Una stanza al piano terra foderata di metallo diviene una sorta di capsula della memoria: gli arredi sono racchiusi da un perimetro dove è esposto il regesto dell'opera, mentre su una parete campeggiano cinque grandi fotografie di Gabriele Basilico.

Sono così illustrati quarant'anni di attività architettonica: la scuola elementare Sanzio a Trento (1931-34), Casa Malaparte a Capri (1938-40), il Palazzo dei Ricevimenti e dei Congressi al 1142 a Roma (EUR 1937-42), il Quartiere Tùscolano (1950-54) per citare solo alcuni capolavori.

Sono le parole di Carlo Belli a restituirci intatte le tensioni e gli ideali che agivano in Libera e i suoi compagni di avventura: "Venivamo calamitati nell'architettura come verso un luogo imprescindibile del nostro cammino, perché li nell'architettura si palesava l'idea di un'unità che cercavamo".

Maria Luisa Frisa
Da "Casa da Abitare", editrice Abitare Segesti

 

Il 19 luglio 2013 si è invece tenuto presso Palazzo Libera il primo degli appuntamenti organizzati dal Comune di Villa Lagarina, in collaborazione con la FilmWork, volti a ricordare l’architetto Adalberto Libera nell’anno in cui ricorre il cinquantesimo anniversario della morte. L’evento ha visto protagonisti in una suggestiva conversazione l’architetto Gian Leo Salvotti, amico e allievo di Libera, e l’architetto Giovanni Marzari.

Per l’occasione la sala Nobile di Palazzo Libera è stata trasformata in un vero e proprio ambiente radiofonico. Scena e luci sono state curate da Mariano De Tassis, Marco Dallago si è occupato dell'audio.