Musica per un vespro solenne.

Missa salisburgensisLa ricostruzione di un omaggio musicale a Paride Lodron e gli strumenti musicali del suo tempo.

Il programma musicale delle celebrazioni lodroniane 2003, organizzate dalla Provincia autonoma di Trento e dal Comune di Villa Lagarina, conclusosi a dicembre con l'esecuzione della celebre Missa Salisburgensis, fu inaugurato con due concerti (il 24 maggio a Villa Lagarina e il 5 marzo a Darzo) e con la mostra documentaria "La musica del principe" (Palazzo Comunale di Nogaredo, 14 giugno – 30 settembre). I concerti costituirono un'interessante occasione per ascoltare quelle musiche policorali che, come la Salisburgensis, risuonarono nel nuovo duomo di Salisburgo inaugurato da Paride Lodron nel 1698.

Nel 1621, infatti, Pietro Lappi (XVI sec. 1630 ca.) maestro di cappella della chiesa di Santa Maria delle Grazie di Brescia, dedicava a Lodron la sua opera XII, i "Salmi a tre e quatro chori" (Venezia, Alessandro Vicenti). Dalla dedicatoria traspare un legame tra la famiglia Lodron e la chiesa bresciana dove operava il Lappi, il quale d tempo aveva vvviato delle relazioni musicali con Salisburgo che proseguirono anche pochi anni dopo, con l'invio, questa volta ai canonici della cattedrale, di altre messe policorali (Messe secondo libro, 1964).

Le musiche del Lappi si inscrivono in una trentennale tradizione di influenza dello stile musicale italiano su Salisburgo: sotto la reggenza del Sitticus, operavano alcuni maestri nordici (Johann Stadlmayr, Peter Guetfreund), ma dei 20 membri della cappella del duomo circa la metà era costituita da italiani, fra organisti, cembalisti e cantori.

Lo stesso Paride, come dice nella dedica il Lappi, era appassionato di musica sacra ("... nell'animo di Vostra Signoria Illustrissima come in propria Sede stanno raccolte in uno tutte le virtù, e fra l'altre quella di trattenersi per honesto diletto in sentire musica sacra").

L'opera XII è composta nel solenne eluminoso stile policorale veneziano e più in particolare padano, affidata a due cori di solisti, due cori di ripieno e strumenti "ad libitum", tutti accompagnati dal basso continuo, nella forma particolarmente adatta anche alle esecuzioni musicalidel duomo di Salisburgo, ove nel 1628 un altro italiano, il veronese Stefano Bernardi, avrebbe composto e diretto le musiche per l'inaugurazione del nuovo tempio.

La fortunata circostanza storico-artistica della dedica al Lodron, ha dunque permesso di allestire in prima esecuzione moderna questi "Salmi" del Lappi, così come risuonarono giunti a Salisburgo, e utilizzati all'interno di una liturgia vespertina per la festa di San Ruperto, il più amato santo della chiesa locale, al quale Paride dedicò tante attenzioni e che volle ricordare anche nella sua patria d'origine, facendone erigere una splendida cappella nella chiesa di Villa Lagarina.

La ricostruzione si è basata su una scelta dei salmi, alternati, com'era uso del tempo, ad antifone in canto gregoriano tratte dal repertorio in uso a Salisburgo, e a sonate strumentali dello stesso autore, che si sovrapponevano alla recita "in secreto" delle orazioni e della ripetizione delle antifone stesse. Fra gli strumenti, 2 complessi di archi, uno di cornetti e tromboni, uno di flauti e dulciana, un serpentone, chitarrone, violone, un clavicembalo e tre organi per un totale di 38 esecutori.

La "Missa Salisburgensis" è un progetto ideato e voluto dal Festival di musica sacra, presieduto da Danilo Curti, che ha trovato una sua concretizzazione a 35 anni di distanza, dopo la prima edizione (la più grande partitura musicale del mondo) pubblicata a Trento nel 1969 da Lorenzo Feininger.

La prima esecuzione italiana della "Missa" a 54 parti, una fra le partiture in assoluto più sontuose del periodo barocco, coinvolge un organico colossale, distribuito su 54 voci: 16 parti vocali, 35 strumentali, due organi e basso continuo. L'effetto per il pubblico che ascolta è straordinario, con i gruppi strumentali e vocali collocati in luoghi diversi della chiesa in una dimensione modernamente stereofonica.

La "Missa Salisburgensis" fu attribuita a lungo inizialmente al compositore Orazio Benevoli, ma secondo le ricerche recenti la grandiosa partitura venne scritta per il giubileo dell'arcivescovado nel 1682 dal compositore Heinrich Ignaz Franz Biber (1644-1704), anch'egli Maestro di Cappella al servizio degli arcivescovi di Salisburgo.

L'esecuzione nella chiesa arcipretrale di Villa Lagarina, e quindi nel Duomo di Trento, è stata curata e diretta dal maestro Sergio Balestracci.

I seguenti brani rappresentano un breve assaggio del CD "Missa Salisburgensis", La stagione armonica, a 54 voci di Amedeo Biber - direttore Sergio Balestracci - registrato il 15 dicembre 2003 nella Chiesa di Santa Maria Assunta a Villa Lagarina.
Prodotto dal Comune di Villa Lagarina, dalla Provincia autonoma di Trento e dall'Associazione Festival Musica Sacra, il CD è stato distribuito con la rivista musicale "Amadeus" numero 4 del mese di aprile 2004.
Heinrich Ignaz Franz von Biber - Missa Salisburgensis
direttore: Sergio Balestracci

Agnus Dei.mp3 229.3 kB
Credo.mp3 217.9 kB
Gloria.mp3 180.8 kB
Kyrie.mp3   191.8 kB
Plaudite Tympana.mp3 196.4 kB
Sanctus Et Benedictus.mp3 213.7 kB