Il paesaggio terrazzato Uccello S. Maria Assunta

Fontana di Piazza RiolfattiIl centro storico di Villa Lagarina è carattterizzato da alcune fontane pubbliche, pregevoli manufatti in pietra lavorata dalle forme armoniose, che associano all'utilità della loro funzione una grande valenza come elementi caratteristici e insostituibili dell'arredo urbano.

La fontana principale è quella di piazza Riolfatti, per secoli chiamata proprio Piazza della Fontana, la cui esistenza è documentata a partire dalla metà del Cinquecento formata da una vasca ottagonale con specchi lavorati in pietra calcarea bianca; colonna erogatrice scolpita e decorata. Gli specchi sono marcati da un semplice riquadro, con lavorazione leggermente differenziata della pietra... Sul lato nord è presente la colonna a base rettangolare, arricchita da due slanciate volute che racchiudono in alto due mascheroni con cannelli riotorti e decorati da teste di delfino in bronzo. Il pilastro è sormontato da un capitello con una boccia e soprastante putto, realizzati in arenaria bianca.. Anche sul lato opposto è presente un mascherone con bocca "finta". Nel secolo successivo fu aggiunta la vasca rettangolare con funzione di lavatoio, completa di colonnine portasapone, e le panchine in pietra.

Tra via Cavolavilla e via Damiano Chiesa, all'esterno del palazzo Guerrieri Gonzaga, sorge l'altra grande fontana-lavatoio in pietra strutturata in due parti distinte: la parte più antica (1773) è costituita dalla vasca a forma semicircolare con specchi concavi e convessi realizzati in calcare bianco-grigio lavorati alla punta grossa. Sul lato sud è presente il pilastro quadrato, con gli spigoli smussati, sormontato dauna curiosa sorta di "boccia" o di capitello, sormontato a sua volta da una "fiamma" costituita da fiori scolpiti (rose, girasoli, ecc.). Dal mascherone fuoriescono poi due cannelle in ferro con supporto. Al bacino principale è addossato il lavatoio vero e proprio (progettata nel 1879 da Domenico Sandonà), realizzato in pietra calcarea rudemente sbozzata, con il piano di lavoro di notevoli dimensioni sorretto da tozzi pilastrini rettangolari in pietra bianca.

La fontana della contrada di Valtrompia risale al 1880 e venne costruita dalla comunità su progetto di Domenico Sandonà. È in pietra rossa con vasca rettangolare dall'elegante bordo lavorato a toro; la colonna è quadrangolare in pietra rossa, sormontata da un capitello con la testa di medusa in pietra morta, mentre la bocca erogatrice ha forma di testa di leone. Alcuni anni or sono vi è stata aggiunta una seconda piccola vasca decorativa, demolendo il lavatoio in cemento che aveva, in epoca recente, intaccato parzialmente la vasca originaria.

Un prezioso esemplare di fontana si trova, infine, nel giardino antistante la Canonica. La possibilità di servire la canonica con una spina che derivasse l'acqua dagli acquedotti comunali dovrebbe risalire al 1773, anno di creazione della fontana di Cavolavilla. La fontana è costituita da una vasca in pietra bianca addossata all'edificio della canonica. La canna erogatrice esce dalla bocca di una monumentale testa antropomorfa. Sullo specchio anteriore, costituito da una grande lastra monolitica, è inciso il blasone della famiglia Madernini con la colomba e il ramoscello d'olivo. Gli angoli della fontana sono evidenziati da motivi di foglie d'acanto ; ai lati si trovano due piccole colonne lavorate con funzioni di paracarro.

Per concludere la descrizione delle monumentali fontane del borgo di Villa Lagarina è interessante notare come esse abbiano rappresentato nei secoli passati una espressione concreta e materiale del valore attribuito da sempre dai nostri avi all'acqua e non solo. Acqua come bene pubblico, risorsa preziosa che meritava preziose forme plastiche per offrirla all'uso comune. Ma non è certo un caso che le fontane siano state da sempre luoghi di incontro e di scambio contribuendo all'aggregazione degli abitanti del paese.