Il paesaggio terrazzato Uccello S. Maria Assunta

 Capitel_01Il desiderio e la volontà congiunta delle amministrazioni comunali di Nogaredo e Villa Lagarina ha portato al restauro delle 13 Edicole in muratura della "Via Crucis" lungo la strada del Cornalè, oggi Viale dei Tigli, che da Villa Lagarina si snoda verso la chiesetta di Santa Lucia.

Storicamente, queste piccole opere d'arte, sono nate da un'idea dell'arciprete di Villa Lagarina Massimiliano Settimo Lodron che, nel 1745 si rivolse all'allora coadiutore del Vescovo Domenico Antonio Thun, e amministratore del principato, Leopoldo Ernesto Firmian chiedendo "... d'erigere a' comuni spese sopra il Cornalè contiguo alla Chiesa figliale di Santa Lucia li Capiteli della Via Crucis per dimostrare il loro Zello non mediocre verso li Santissimi Misteri della Passione di Nostro Signore…".

La supplica venne inoltrata al Concistoro nel 1749 ed ottenne una risposta favorevole il 27 aprile dello stesso anno. I lavori per la costruzione della Via Crucis si conclusero nell'estate del 1754. Sorse così il suggestivo corteo di edicole in muratura lungo viale dei Tigli. In data 10 ottobre 1754 Padre Carlo Betta, guardiano del convento di San Rocco, benedisse il calvario ormai completato. Il 25, dello stesso mese, Orlando Fattori ricevette 65 fiorini come compenso per gli affreschi, da lui eseguiti, "nela via Crucis di Villa", grazie soprattutto al mecenatismo dell'arciprete Massimiliano Settimo Lodron.

 

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Tali affreschi furono ridotti in pessimo stato dalle armate francesi nel 1796 "... da non potersi più conoscere che cosa volessero rappresentare". Nel 1858 don Pietro Slanzi si decise a raccogliere offerte per la loro sostituzione; il 7 novembre di quell'anno Padre Pacifico Sommavilla, guardiano dei minori di San Rocco, benedisse solennemente la nuova Via Crucis costituita da bassorilievi policromati accompagnati, nella parte inferiore, da una didascalia in versi finalizzati ad esporre, a parole, quanto rappresentato dalle figure.

Vennero imbiancati nel 1902 per desiderio del pievano Giovanni Battista Zorzi e restituiti alla loro colorazione originale nel 1959, quando si provvide al restauro murario delle tredici Edicole (diversi anni or sono, il compianto Elio Todeschi trascrisse, a futura memoria, le didascalie dei bassorilievi; copia di tale accurata documentazione si conserva presso la biblioteca).

 

Capitel_03L'attuale restauro finale si è rilevato un lavoro tutt'altro che facile, dato che i capitelli erano in pessimo stato di conservazione, ma che è stato eseguito e portato felicemente a termine dalla ditta Armin Zengherle di Perca (Bolzano). Le tecniche di ripristino, adottate per ridare alle due comunità interessate una delle loro più importanti pagine di storia artistico-culturale, sono le più specifiche, innovative e moderne. Un'attenzione necessaria anche perché il legno dove erano stati dipinti gli affreschi e scolpite le tavole era in molti punti infestato dai tarli e fortemente deteriorato. A grandi linee le operazioni del delicato e certosino restauro si possono così riassumere: dopo un primo lavaggio degli affreschi è stato effettuato un ritocco dell'intonaco con calce pura rispettando il colore preesistente con l'uso di terrette naturali. In laboratorio si è provveduto ad un primo consolidamento del legno con un trattamento mirato a disinfettare e a prevenire attacchi di microrganismi e di insetti. Si è quindi passati ad una pulizia di precisione per rimuovere le zone sbiadite, le numerose superfici sono state protette ad una ad una applicando prodotti reversibili, resistenti a raggi U.V., idrorepellenti, ad alta capacità penetrante, disciolti insolvente volatile, traspiranti al vapore acqueo, stabili dal punto di vista cromatico. Con acquarello a velature è stato eseguito il ritocco pittorico e un trattamento protettivo ha concluso le operazioni.

 

Capitel_04L'impegno di spesa all'inizio dei lavori parlava di 46 milioni di vecchie lire, alla fine si è assestato sui 27.000,00 euro cira: uno scostamento dettato più dagli imprevisti di percorso che dalla levitazione dei costi.

Le amministrazioni di Villa Lagarina e Nogaredo hanno, a riguardo, pensato di realizzare un depliant esplicativo (edito dalla "Litografia Stella" di Rovereto) con foto degli affreschi – prima e dopo le operazioni di restauro e cenni storici sulla "Via Crucis" a cura di Roberto Adami.