Stemma Comune di Villa LagarinaL'origine di Villa Lagarina ha dato spazio a lunghe e appassionate discussioni fra gli storici locali. All'origine di tutto uno scritto di Paolo Diacono il quale descrive che nell'anno 576 "...all'arrivo dei Franchi il castello di Anagni, che si trova sopra Trento ai confini d'Italia, si arrese ad essi e che per questo il conte longobardo di Lagaro, che si chiama Ragillone, salito fino ad Anagni, lo saccheggiò". Questa Lagaro, chiamata dall'Alto Medioevo "Civitas Lacharis" venne confusa erroneamente da alcuni con Villalagarina. Gli studi attuali sono infatti orientati ad individuare Lagaro, roccaforte del conte Ragillone, sull'altipiano del Servis.

Il nome di Villa (Lagarina) compare per la prima volta nell'845 in un documento relativo ad una causa vertente tra il Monastero di S. Maria in Organo, di Verona, e alcuni uomini di Mori, Avio ecc. dove figurano come testimoni anche Petrus e Andelbertus de Villa. L'odierna Villa Lagarina allora si chiamava Villa soltanto proprio negli anni in cui altri documenti parlavano della Civitas Lagaris; due diversi nomi nello stesso periodo che non possono che servire a definire la stessa località. I paesi di Castellano, Pedersano, Piazzo ecc. sono ricordati in documenti posteriori al 1000.

In periodo medioevale il paese di Villa Lagarina era di modeste dimensioni, limitato a poche costruzioni disposte lungo via D. Chiesa. Questo fatto è facilmente rilevabile se si confrontano dati del censimento relativo all'anno 1339; Villa Lagarina contava 10 fuochi (nuclei familiari), Pedersano 36, Castellano 63, Piazzo 12. La pieve di S. Maria Assunta risultava così immersa nella campagna, raggiungibile da quell'antica strada ancor oggi individuabile ad ovest della Chiesa (Sagrà Vecio). Per secoli la chiesa di S. Maria Assunta è stata la Pieve di tutta la destra Adige, da Isera a Aldeno.

Secondo una tradizione abbastanza radicata nella tradizione popolare ed accettata dalla storia ecclesiastica, l'antica Pieve della destra Adige sarebbe stata a San Martino di Trasiel, dove esisteva anche il fonte battesimale, trasportato a Castellano nel 1564 eretto allora a curazia. Che l'antica Pieve fosse lassù lo si può dedurre anche dal fatto che, nell'Alto Medioevo i paesi erano in alto (la valle era paludosa): Patone, Lenzima, Castellano, Pedersano, Savigno, Daiano, Marcoiano, Laino, Saracino. Secondo una radicata tradizione locale tutta la gente della Vallagarina, destra Adige, andava a messa lassù e lassù avveniva il battesimo di tutti. C'è perfino una tradizione secondo la quale a San Martino venivano per la messa e il battesimo anche gli abitanti della zona di Cavedine, passando per la Beca. La Pieve di Villa è dedicata a Santa Maria Assunt. Il culto della Madonna non è giunto in occidente prima del V° o VI secolo.

Come ipotesi la Pieve potrebbe essere passata a Villa alla fine del periodo dello scisma aquileiese quando, i missionari pontifici, venivano nei paesi aderenti allo scisma, per convertire sia i Longobardi ariani, sia i cattolici scismatici, cioè aderenti allo scisma aquileiese (verso il 650 dopo Cristo). In quell'epoca si trovavano sul fondovalle, a poca distanza una dall'altra, ben tre chiese: San Biagio a Nogaredo, San Zeno a Piazzo e Santa Maria Assunta a Villa lagarina.

Il trasporto della Pieve a Villa sarebbe avvenuto dopo la conversione al cattolicesimo romano sia degli ariani, che degli aquileiesi, in seguito all'esautorazione della chiesa di San Martino, che fino allora era la Pieve. La centralità del luogo, la sede del decanato, la presenza e l'influenza dei Lodron, che per molti anni "ressero" la "Chiesa Matrice", il nascere presso la nobiltà e la borghesia roveretana, protagoniste di uno slancio economico assai rilevante, del gusto al soggiorno a Villa sulla solatia Destra Adige, il fiorire dell'industria della seta, sono gli elementi trainanti che, a partire dalla seconda metà del 1500, imprimono un massiccio sviluppo edilizio al paese.

Lo stemma proposto per il Comune rappresenta una villa sulla riva dell'Adige. Si sa però che il nome di Villalagarina non deriva da una singola villa ma che, nel linguaggio antico, significa "frazione", paese. La villa dello stemma è un simbolo per accennare al nome del Comune, posto in riva all'Adige. Sopra la villa, nell'azzurro del cielo, sta la corona murata, simbolo dell'unità comunitaria.