Punture zanzara tigreUno dei danni maggiori sino ad ora associati alla zanzara tigre è il suo impatto sulle abitudini di vita dei cittadini. Le punture di Aedes albopictus procurano gonfiori e irritazioni persistenti, pruriginosi o emorragici, e spesso anche dolorosi. Nelle persone particolarmente sensibili, un elevato numero di punture può dare luogo a risposte allergiche che richiedono attenzione medica.

Infatti, la zanzara tigre è molto aggressiva e molesta, e la sua attività diurna - punge di giorno! - limita sensibilmente la possibilità di frequentare e godersi spazi verdi e terrazze delle abitazioni. Dove la zanzara è presente, non si riesce più a lavorare o a stare liberamente all’aperto.

La zanzara tigre può essere eliminata solo con un attento e costante controllo dei giardini, dei cortili, dei terrazzi, dei cimiteri, dei cantieri, delle discariche, dei campi, delle serre, delle altre aree private oltre che delle aree pubbliche.

Nelle zone tropicali dell’Asia, la zanzara tigre è vettore di diverse malattie virali causate da arbovirus, tra cui la Dengue, la febbre gialla e alcune encefaliti. Nel bacino del Mediterraneo, oltre a quello della Chikungunya sono 6 gli arbovirus attivi che potrebbero essere trasmessi dalla zanzara tigre, tra questi il West Nile virus e il virus della meningoencefalite dei tacchini, alcuni virus della famiglia dei Togaviridae e altri della famiglia dei Bunyaviridae

In Italia si sono avuti casi “importanti” in viaggiatori provenienti da aree geografiche affette da Chikungunya che provoca febbre alta dai sintomi simili influenzali. Va poi detto che a Ravenna, nell’agosto del 2007, sono stati notificati i primi casi di trasmissione del virus della Chikungunya da parte della zanzara tigre.

È importante dunque tener conto del rischio anche se in Italia i “serbatoi” del virus non sono - per fortuna - diffusi quanto nelle zone tropicali. Pensare però di essere completamente al sicuro sarebbe una sottovalutazione.