Il lago di Cei

Lago di CeiIl lago di Cei è situato a 920 metri sul livello del mare e deve la sua origine a una frana di grandi dimensioni che alla metà del Duecento chiuse la piccola valle. È alimentato a nord da una minuscola sorgente sotterranea e per questo il ricambio di acqua è minimo; le acque del lago più grande scorrono nel lago minore, chiamato Lagabis, cioè lago abisso, che è di forma semicircolare e meno profondo del lago grande. Dal lago piccolo esce come emissario il Rio Arione (detto anche Rio Mariano) che scorre verso nord, per poi congiungersi con il Rio di Cimone.

Nella parte sud-est del lago v'è un'isoletta con boschi di larici, betulle e abeti, mentre sulle rive abbondano i salici, i canneti e i giunchi; dove l'acqua è più bassa vegetano rigogliose le ninfee e i nannufari che danno al lago un aspetto quasi da stagno.

Negli anni Settanta furono prelevati dai sommozzatori alcuni ceppi di alberi sul fondale del lago la cui analisi ha permesso di datare alla metà del Duecento la nascita del lago. Un grosso ceppo di faggio è visibile al Museo di scienze naturali di Trento.

Dal 1992 l'area di Pra' dall'Albi-Cei è stata collocata nell'elenco dei 68 biotopi cosiddetti di interesse provinciale, circostanza che ha favorito il mantenimento di flora e fauna tipiche del lago.

Oggi l'area è un Sito Natura 2000 e Riserva Naturale Provinciale; dal 2014 è inserita nella Rete di Riserve del Gruppo del Bondone.

Nel lago si specchia la catena del Monte Bondone di cui fanno parte il Monte Stivo (2045 m), la Cima Bassa (1684 m), il Palon o Cima Alta (1915 m), la Rocchetta (1661 m), la Becca (1571 m), il Monte Cornetto (2138 m).

Si racconta che l'imperatore Carlo V in uno dei suoi viaggi sia stato ospite proprio qui di una battuta di caccia.

Perdersi in questo ambiente è ristoro ed emozione.